All’inizio avevo deciso di non andare, non sono un tipo da rimpatriate. Poi ci ho pensato e per fortuna la parte “giusta” di me ha deciso: ho aderito.

30 anni fa, ventunenne, entrai per il mio primo giorno di militare nell’allora Scuola di Guerra Aerea dove avrei assolto per tre mesi la prima fase del mio servizio militare: Allievo Ufficiale di Complemento. Ne sarei uscito sottotenente.

Oggi, trent’anni dopo, alle 15,30 dentro i cancelli dell’attuale Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (ISMA) eravamo in tanti, quasi cinquanta.

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Sensazioni difficili, sensazioni di essere fuori da quel mondo, da quelle persone viste l’ultima volta trenta lunghi anni fa. Non riconoscere i volti, non conoscere le loro storie. Ma lentamente, come un rivolo di acqua che trova la sua strada nella terra arida, i ricordi sono riaffiorati. Tutto è diventato più chiaro: quello alto lì era sempre accanto a me mentre si marciava. Quello (da come parla è di Roma di sicuro) faceva un casino, me lo ricordo… Ma quello, no, non può essere vero, è proprio lui.

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E le emozioni hanno preso il sopravvento, le emozioni di tanti ex ventenni ai tempi del servizio militare obbligatorio.

I nomi prendono un volto, i ricordi si sommano alle strette di mano, agli abbracci, agli sguardi che da soli dicono che ci siamo riconosciuti a dispetto dell’età.

E come se ci fossimo salutati solo qualche giorno prima, ritrovo il mio vicino di branda, e quell’amicizia nata in tre mesi che sembra non sia mai finita nonostante il tempo. Il tempo che ci ha divisi dopo novanta giorni e che è volato e che ci ha permesso però di ritrovarci qui.

La foto di copertina l’ha scattata lui, un pomeriggio in camerata. L’ho sempre tenuta appesa in ogni casa in cui ho vissuto.

Grazie ragazzi, oggi mi sono emozionato davvero.

Firenze 16 aprile 1986 – 16 aprile 2016

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