Ho dei dubbi sempre più presenti dentro di me…

Mi appresto a iniziare un periodo di tre mesi pieno di trasferte e gare, ma la sensazione di fondo è un forte senso di amarezza.
Nel mondo della fotografia sportiva sta cambiando tutto, e in quello della ginnastica la trasformazione corre a una velocità impressionante. A bordo campo, con il pass al collo, vedo ormai comparire figure che con il fotogiornalismo e la fotografia vera e propria hanno ben poco a che fare.
La priorità sembra essersi spostata interamente su social media, influencer, contenuti istantanei (spesso non autorizzati): un tipo di lavoro a cui viene data una centralità che stento a riconoscere.A questo si aggiunge un problema di rispetto delle regole.
C’è chi opera in barba a qualsiasi vincolo, facendo marketing e “market” aperto in totale spregio delle condizioni firmate al momento del ritiro dell’accredito. Chi prova a lavorare con professionalità e nel rispetto dei contratti si trova così penalizzato, mentre le scorciatoie diventano la norma.
Tra la presenza di queste nuove figure, i furbi di turno, i ritmi di consegna esasperati, le spese di trasferta crescenti e contratti sempre più penalizzanti, non posso fare a meno di chiedermi se ci sia ancora un futuro per questo mestiere.
Forse è un bene che non sia più così giovane e davanti a me non ci siano così tanti anni di lavoro…